Charlie Kirk: un assassinio che non giustifica l’odio né la menzogna

Un assassinio non può mai essere giustificato.

L’assassino di Charlie Kirk non era un estremista di sinistra, ma un giovane cresciuto in una famiglia repubblicana, nella cultura Maga (sostenitori di Trump), nel culto delle armi e in un contesto mormone conservatore.

Un ragazzo fragile, educato in schemi rigidi, che avrebbe vissuto un amore fuori da quei confini e che pare esserne rimasto interiormente lacerato, tanto da compiere il gesto estremo.

È scorretto trasformare questo delitto in uno scontro tra destra e sinistra.

Ed è discutibile presentare come “libertà di espressione” le idee di Kirk che erano di odio e intolleranza: contro la laicità dello Stato, il diritto all’aborto, contro il dialogo interreligioso, segnate da visioni razziste e da un rifiuto della dignità di chi vive diversamente da schemi tradizionali