Islam: sull’Ashura a Milano e sulla paura costruita ad arte

Ho letto con attenzione le polemiche sollevate da alcuni esponenti politici e da una nota giornalista in merito alla manifestazione per l’Ashura tenutasi ieri a Milano. Si parla di “islamizzazione”, si invoca la “perdita dell’identità italiana”, si stigmatizza la divisione rituale tra uomini e donne come se fosse l’inizio di una resa culturale.
Io non ci sto.
Credo profondamente nel dialogo interreligioso e nel principio costituzionale che garantisce a ogni individuo la libertà di professare la propria fede. Non vedo un pericolo nell’espressione di un rito religioso, purché svolto nel rispetto delle leggi — come è stato. Non c’è stata alcuna violenza, nessun disordine, nessun reato. Solo preghiera, raccoglimento, tradizione.
Chi grida all’invasione lo fa per alimentare paure, intercettare il malcontento di chi ha meno strumenti culturali per comprendere che la diversità religiosa non è una minaccia, ma una realtà che può e deve essere governata con equilibrio, conoscenza e rispetto.
L’identità italiana non è monolitica, ma il frutto di millenni di stratificazioni culturali: greci, etruschi, romani, longobardi, arabi, normanni, spagnoli… Siamo ciò che siamo anche grazie all’incontro (e talvolta allo scontro) con l’altro.
Chi difende l’identità con le urla, in realtà la svilisce.