Meloni ad Atreju: efficace sul piano emotivo, debole come progetto di governo

Ho ascoltato l’intervento di Giorgia Meloni ad Atreju e ne sono uscito perplesso.

Per la sicurezza si citano i “maranza”;

per la giustizia, il caso Garlasco;

per la famiglia, la famiglia del Bosco.

Scelte comunicative efficaci sul piano emotivo, ma deboli se l’obiettivo è costruire autorevolezza di governo e non solo consenso immediato.

Si rivendica anche il record di occupazione. Va detto con chiarezza: quel dato esiste anche grazie a circa 2,5 milioni di lavoratori immigrati. Senza di loro, quel record semplicemente non ci sarebbe. È un dato strutturale, non una bandiera propagandistica.

Una precisazione è necessaria: il populismo non è solo a destra. È diffuso a sinistra (Schlein), nel M5S di Conte, nella sinistra radicale ambientalista e anche in chi si proclama riformista. Calenda, in questo senso, è uno dei principali interpreti del populismo personalistico oggi in circolazione. Il problema non è lo schieramento, ma il linguaggio dominante.

Ed è qui il punto politico vero:

un partito di destra che governa non può restare ancorato solo alla militanza. Deve fare un salto di qualità, aprendosi al mondo moderato, alle competenze, alla credibilità istituzionale. Senza questo passaggio, il consenso resta fragile e il progetto incompiuto.