Renzi e la strategia win-win: chi detta la linea nel centrosinistra e nel centrodestra

Chi segue la politica con un po’ di attenzione — e chi, come me, la vive anche da vicino — non può non notare un dato di questi giorni.
Matteo Renzi sta riconquistando centralità nel centrosinistra. Non attraverso i numeri dei sondaggi, ma attraverso la capacità — che gli va riconosciuta — di dettare la linea e di leggere prima degli altri le dinamiche del campo avverso. È lui che sta alimentando la contrapposizione tra Vannacci e Meloni, avendo compreso che il generale rappresenta il possibile vulnus del centrodestra.
Il ragionamento, se lo analizziamo con metodo giuridico, regge in entrambi gli scenari. Se Vannacci si schierasse organicamente con il centrodestra, la coalizione si sposterebbe su posizioni più radicali, liberando quello spazio moderato che Renzi è pronto a intercettare. Se invece Vannacci restasse fuori, il centrodestra perderebbe un consenso stimabile nel sei-sette per cento, difficilmente recuperabile. Comunque vada, l’esito favorisce chi ha costruito la contrapposizione. Una strategia win-win, nel senso più autentico del termine.
Tutto questo accade perché il centrosinistra vive un vuoto di leadership: né Schlein né Conte appaiono oggi all’altezza del ruolo di federatori. In quel vuoto Renzi si muove da battitore libero, colui che apre la strada e fissa i temi. E la storia politica insegna che chi detta l’agenda spesso conta più di chi detiene formalmente la guida.
Resta però un monito, che da moderato sento di dover esprimere: la tattica vince le battaglie, ma solo la visione vince le elezioni. Indebolire l’avversario è un’arte; costruire un’alternativa di governo richiede programmi, coesione e responsabilità verso i cittadini.
È questa la politica in cui credo: quella che non si esaurisce nella manovra, ma che sa riconoscere a ciascuno pari dignità, che rispetta la libertà delle idee anche quando sono distanti, e che ricorda a chi governa e a chi si oppone di appartenere, prima di tutto, alla stessa comunità.